Frazione della Riccardina

riccardinaTerritorio: 6,81 km2
Sotto i tre gigli del “capo d’Angiò” appare il cavallo bianco inalberato degli Accursi, a testimoniare la derivazione della Riccardina dal giusrita della Studio bolognese, il grande Accursio glossatore. Il cavallo è sull’arco di un ponte su cui scorre l’acqua: chiaro riferimento all’Idice.

La nobile dimora di Accursio, ampliata e trasformata nei secoli, venne distrutta nei bombardamenti del 1944-45 insieme alla chiesa di S.Francesco ed al Convento annesso, che sorgevano sulla sponda destra dell’Idice e alla modesta casa dove era nato Quirico Filopanti, sulla riva sinistra. Molto danneggiato rimase anche quanto restava dell’antica Abbazia dei monaci Olivetani, divenuta all’inizio dell’Ottocento Palazzo Bolognesi, oggi ristrutturato e suddiviso in vari appartamenti.
Sulla riva destra del torrente spicca imponente la cinquecentesca Villa Zambeccari (oggi dei marchesi Paolucci delle Roncole), con un arioso portico.
Fino agli ultimi decenni del Cinquecento la Riccardina fu sede di una rinomatissima fiera che si teneva il 4 ottobre, a cui accorreva un gran numero di venditori e compratori soprattutto di bestiame. Nel 1581, per interessamento dei potenti conti Manzoli, la fiera venne trasferita al castello di S. Martino in Soverzano (dove ancor oggi si ripete, pur con caratteristiche diverse), continuandosi però a chiamare, fino al Settecento, “Fiera della Riccardina”.

(tratto dal sito del Comune di Budrio)

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