Frazione di Vigorso

vigorsoTerritorio: 5,45 km2

Due torri d’argento, merlate alla Guelfa e unite da una mura da cui si alza una grande fiamma: riferimento forse al Castellodi Vigorso incendiato e distrutto nel XIII secolo.

Il nome, dal latino Vicus Urseus, Borgata dell’Orso, attesta l’antica origine romana, messa in luce anche dagli scavi archeologici che qui portarono alla luce un primo insediamento etrusco ed una necropoli romana  . E lo stemma, con due torri merlate unite da mura da cui si alza una grande fiamma, ci riporta alla storia medievale di Vigorso, castello forte e popolato, in lotta, alla metà del Duecento, con Budrio e da Budrio infine incendiato e distrutto.
Vigorso, a differenza di altre frazioni, non ha un agglomerato urbano ben definito, ma è tutta sparsa nella campagna, ricca di case coloniche dai caratteri antichi, con la torre colombaia e di alcune ville imponenti: la cinquecentesca Villa San Marco e la settecentesca Villa Mazzoni.
La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Marco, di origine trecentesca, ma dalle forme ora tutte settecentesche, non è più adibita al culto e versa in condizioni di grave degrado.
Oggi Vigorso è conosciuto nel mondo per il suo importante “Centro maxresdefaultProtesi INAIL”, dove nel 1965 venne realizzata dall’équipe guidata dal prof. Joannes Schmidl, la “mano mioelettrica”, strumento di altissima bioingegneria che permette di compiere con l’arto artificiale funzioni anche difficili. E dove tuttora continua una avanzata ricerca in campo protesico.

(tratto dal sito del Comune di Budrio)

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Il sito web della Consulta delle Associazioni di Budrio

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